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martedì 16 marzo 2010

E domani chissà

Fissata nel passato da sempre, provo a cambiare l'unica cosa possibile. Il Presente. Qualcuno negli ulitmi tempi mi ha ricordato spesso di non sprecare troppe energie a cercare di cambiare cioè che proprio non si può. Il Passato. Esperta, nostalgica un po' manipolatrice non inganno altro che me stessa. Bene. Presente.
E domani chissà...

sabato 6 febbraio 2010

Chiave di Rilettura

Stamattina quando mi sono alzata (se le 12.23 si possono considerare mattina) mi sono detta che c'era bisogno di ricaricare le batterie, di trovare un punto d'inizio e intraprendere un percorso. Che c'era da ricominciare lo sapevo. Ritorno a casa e non sapevo né se ce l'avrei fatta né se ci sarei rimasta, poi per grazia o per favore ho trovato lavoro. Ho iniziato ed eccomi qui. Se i piani contemplavano spostamenti ovunque adesso, il mio unico piano è trovare casa. Non è che sono al settimo cielo, anche se è stupido perchè adesso c'è "crisi" e a trovare lavoro devi baciarti i gomiti, però non lo so. IO sono tornata e mi sono trovata apatica con una vita che mi viveva addosso. Alcuni giorni sono positiva altri no è normale. Mi sento una pecora nera o una mosca bianca, perchè ogni giorno mi confronto con un mondo a cui mi sento di non appartenere appieno.
Perdo il filo, lo ricerco eccomi qui, riparto. Prendo in mano Cassandra e lo rileggo l'ennesima volta, pagine sottolineate in diversi colori a testimonianza di tutte le volte che ho riletto quel libro. Non so, mi sento strana. Sempre alla ricerca di un filo e di una ripartenza. 

venerdì 4 dicembre 2009

What's next?

Atterro in padania nuovamente. Tre anni tondi, tondi mi hanno tenuto lontana da qui, lontana dall'Italia e sono sei complessivamente quelli che ho vissuto lontano da questa "piccola città". Quella piccola città che Guccini è stato così bravo a descrivere, quelle parole che ho sempre sentito tanto mie, quella sua Modena così simile alla mia Parma.
Ora sono qui guardo fuori e non ho un piano di soppravvivenza. Ho passato la prima settimana qui come se mi avessero strappato da una vita per ricacciarmi in quella di qualcuno che non conosco. O meglio di qualcuno che conoscevo tanto tempo fa. Poi il viaggio a Costantinopoli..Bisanzio, a vedere quella Porta Sublime che fa da varco all'Oriente. Ora di nuovo qui, senza più scuse. Più rilassata, più rassegnata, forse. Si apre una nuova era. Dormo per lo più, penso che mi devo fermare per capire dove sono arrivata e soprattutto dove voglio andare. Il mio cervello non frena, va' molto più lontano di dove è, consapevole del fatto che prima o poi ne prenderà atto anche lui, anche io.
E ora che fare ci si ferma o si riparte? Convinta a fasi alterne che questo mondo non fa per me. Vedo le luci lontane di un posto non ben delineato. Sento voci di gente che parlano altre lingue. Il ritmo è cambiato, è lui troppo lento o io troppo veloce. Vorrei ritirarmi da tutto e da tutti per scegliere senza il costante condionamento. Guardo incantata il frigo dei supermercati italiani e penso che questo forse mi mancava davvero. Poi accendo la tele, solo un attimo. Funziona? Anche troppo bene..e non si può vedere. Io che per più di due anni non ce l'ho nemmeno avuta la TV.
Ora si non ti sedere, non ti adagiare, resta sulla cresta dell'onda e reagisci. La vita sono due minuti, facciamo in modo che siano intensi...
E ora che vuoi fare? Domanda ricorrente.
Ma dai ci sarà qualcosa che ti piacerebbe fare? Beh sicuro qualcosa che non mi piace.
Beh mi piacerebbe per esempio che la gente non facesse domande idiote. Perchè una cosa è certa, Dublino non è la luna e Parma non è una brutta città..Poi sai la crisi qui sta reggendo. Ma io a chi me lo chiede faccio l'esempio se starebbe comodo ad uscire di casa vestendosi coi vestiti di quando aveva 13 anni, lo puoi fare, ma sicuro ti stanno strettini...o no?

mercoledì 15 aprile 2009

Punto e capo

Con tutto il cuore avrei voluto finisse in un altro modo. Se fossi stata meno insicura, meno fragile, meno nevrotica, meno aggressiva, meno istabile, forse sarebbe stato diverso. Punto e a capo dopo questo grido che è arrivato tanto lontano. NOn posso continuare ad accusarti di non essere come vorrei, accuso te e accuso me. Alimento paure, rancori e fantasie che si trasformano in un rifugio nascosto e pericoloso. Non è questa la vita, non quella che voglio. Ammesso che sappia quello che voglio, so che deve essere concreta palpabile e qui adesso. La mia vita che sia un bene o che sia un male è quella che vivo a Dublino la mattina quando mi alzo, ogni giorno, è fatta di quotidianità che rifiuto, di vuoti da riempiere, di sogni da cambiare e altri da realizzare. Ma non sei tu e non lo sei mai stato, non importa che ne discutiamo, nemmeno che ci vediamo alla prossima occasione. Per che cosa? Poche ore di felicità e mesi di rifugio anti-emozioni quotidiani? Non credo sia una meravigliosa idea. Questa è tutta colpa mia. Le tue colpe sono altre, quelle ammesse e quelle no. Poi uno per consolarsi pensa che magari un giorno il destino mi porterà nel posto giusto al momento giusto, magari lì ci sarai tu. E se così non fosse non importerà più. Ho rimandato per troppo tempo l'assimilizione volto al superamento. Ho l'opzione di restare così altri tre anni almeno o iniziare a sbloccare le chiusure di sicurezza di questo rifugio in cui mi sono nascosta. Mettendo te a fare a guardia. E forse nemmeno, forse era solo un'idea di te. Ho 32 anni 3 mesi e 25 giorni, posso continuare a stare ferma sulla strada che avevo scelto di percorrere o provare ad andare avanti e capire se è giusta o sbagliata. C'è un cielo grigio che fa schifo, direi che dal mio privilegiato pit stop potrei dire che schifo e che tristezza. E invece dico che se ci fosse il sole starei facendo esattamente la stessa cosa. Stato mentale. Ho una gran voglia di vedere che succede. E non so da che parte iniziare. Questa è la risposta che non ti ho mandato, questa è la risposta che non sai essere stata scritta. Ti lascio quella con il peso insopportabile delle parole, ti lascio con il mio grido che è arrivato fino lì. Questa me la tengo io e me la rileggo come punto di partenza. Convinta del fatto che quel punto non coincide con il tuo.

Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l'ho vissuto!
Stagione di canzoni, di facili emozioni: un' altra volta ancora abbiamo chiuso.
T' invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire
di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire,
ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è,
allora ti ricorderai di me...

C'è Shangri-La che attende perchè il nodo che ti prende per te c'è ancora tutto da inventare.
Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi e quanti giorni hai ancora da incontrare.
Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai,
rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai,
ma quando piangerai te stessa e ciò che è dentro in te,
allora ti ricorderai di me...

Già Superman non vola sui tuoi sogni della scuola, Mandrake e Wiz son solo falsi maghi, cosmogonie segrete che credevi ormai complete si stan riempiendo adesso di presagi.
Già temi che il giullare getti maschere e casacca
e mostri il vero volto dietro al velo della biacca,
ma quando vedrai meglio quello che dicevo a te,
allora ti ricorderai di me...

Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte
o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.
Ed io chi sono stato nelle fantasie che vivi?
Poeta od ubriaco nei racconti per gli amici,
ma quando picchierai la testa contro ai tuoi perchè
allora ti ricorderai di me...

Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno.
Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un' ora o un anno.
Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci,
già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci,
ma se vorrai capire tutto questo che cos' è,
allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me...


F.Guccini - Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno

martedì 31 marzo 2009

Impasse

Volevo cambiare blog per torvare nuove motivazioni, volevo cambiare blog perche' forse qui non trovavo piu' il filo logico. Tutte le volte che mi andava di dire qualcosa, me lo sono tenuto lì per unn'ispiraizone più idonea. Poi ieri notte mi è venuta voglia di accendere il PC e di mettermi a scrivere un posto. Anche se ero sepolta viva nelle coperte...Anche se era tardi e tanto a dormire non ci riuscivo. Un messaggio al quale sono arrivata troppo tardi, per poter far finta di niente e mettermi semplicemente a dormire. Quel battito assurdo e accellerato che in tanto tempo solo tu anche da altrove sei risucito a darmi. Ho gli occhi stanchi e il nodo in gola, vorrei parlarti, dio ti prego rassicurami. Oppure sparisci per sempre. Silenzio.
Come sempre sono incpace di vivere il presente e pensare al futuro solo perche' mi incastro in un passato, che guarda caso è l;unica cosa che non si puo' cambiare. E allora mi chiedo quando si tocca il fondo non si dovrebbe iniziare a salire? O scavare? Non mi sembra di vedere il fondo e ancora non mi sembra che sto scavando.. Sento un bruciore dentro, potrebeb questo essere ababstanza forte da farmi reagire?
Non lo so. Impasse.

giovedì 11 dicembre 2008

Primi passi

Pigrizia, assopimento celebrale e mancanza di tmepo, mi fanno sembrare questo blog un po' deprimente. Vero che non sono al massimo delle mie condizioni, vero che ho peros talemnte tanto il filo del discorso che non so da dove cominciare. Vero che ultimamente ci son stati diversi episodi non particolarmente felici nella mia vita, ma mi voglio rilanciare. E sinceramente leggo qua e la' messaggi positivi nei blog qua e la'..Sì insomma, non ho scirtto ma non ho smesso di leggere soprattutto qualcuno..


Cerco motivazioni per tornare in forma. SOlidarieta' qua e là e confesso di avere trovato davvero parole confortanti, magari non dirette a me, ma sono servite.


Quinid nonostante il freddo, il grigio di alcuni giorni, il sole che sta aperto in Irlanda, dalle 8 alle 4, beh insomma cerco di farmi coraggio. Impresa che mi sembra facile la mattina e piu' difficile verso sera. Dico ma si puo' cambiare cosi' tanto di stato d'animo dalla mattina alla sera piu' e piu' volte?
Io mi impegno a non abbandonarmi alla malinconia, la tristezza, la solitudine e tutti questi bei sentimenti positivi, sperando di vedere presto risvolti positivi...
Forse è il primo passo, vediamo dove riesco ad arrivare.

martedì 9 dicembre 2008

Fotografia

Ho appeso la tua foto al lato della porta, cercavo di trovargli un posto che non desse nell'occhio. Volevo avercela vicino, ma non troppo. Volevo essere sicura che mi guardassi, ma non volevo sentirmi i tuoi occhi puntati addosso, anche se ammetto che ogni volta che mi giro per uscire e sei lì e mi guardi mi strappi un sorriso. Tu. Una bella immmagine non completamente nitida per colpa di una scarsa messa a fuoco.
Scrivo la didascalia di una foto? Mi sembra così vicino a noi, a te.
Riesco pienamente a metterti a fuoco nella mia vita solo quando mi concentro a fondo. Se fossi qui non succederebbe, se fossi qui sarebbe tutto più chiaro, nitido. Probabilmente toglierei quella foto e la cambieri con un'altra. Questi giorni sono stati così tristi e difficili che ti ho guardato spesso. Come al solito ho sommerso le emozioni in milioni di parole, conversazioni confuse, tentativi di sentirmi come se tu fossi qui. Se prendessi carta e penna mi risponderesti, hai detto, e forse mi rispediresti dietro la mia lettera con le correzioni grammaticali sottolineate in rosso. Come a scuola. Ci saranno state almeno 1000 volte in questi giorni che anche solo la tua voce mi avrebbe dato conforto. E chissà, probabilmente e più di tutto i tuoi lunghissimi silenzi.
Ma non sei qui, e io nel delirio come al solito, che va' tutto bene, ma non è così, penso che potrebbe essere diverso, perchè nemmeno gli innumerevoli mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione colmano il vuoto che c'è. Anzi, a tratti li odio, perchè mi sembra di guardarti da dietro un vetro, ma non ti posso toccare.
E mi resta, ancora, solo questa foto, la paura di non sapere dove e quando potrò sciogliere ancora le mie emozioni dentro i tuoi abbracci.
Che non so mai se è un incontro o uno scontro. Sorrido, ironizzo e minimizzo. Solo perchè le cose non sono come vorrei.
Sì potevo essere più sintetica, meno giri di parole.
Mi manchi tutto qui.

mercoledì 9 luglio 2008

Revolution

Quasi quasi mi perdevo. Cioè ad un certo punto in preda llo sconforto delle partenze stavo partendo anche io. Non ce la potevo fare, non riuscivo a pensare che tutti quelli che mi facevano sentire a casa qui se ne andavano e che, anche al lavoro mi sarei trovata in un mare di cacca. Beh morale della favola le persone sono partite tutte e altre partono nel prossimo we.
Al lavoro mi sono trovata sotto pesante pressione. Ammetto che la pressione più che per il quantitativo di cose da fare è stata per il quantitativo di cose da fare che non spaevo fare. Siamo ancora lì. In quel mare di cacca. Sono arrivati due nuovi che hanno iniziato lunedì e che ancora non ho capito.
Uno, tedesco, super quadrata e assolutamente immerso nel sistema di apprendimento. Roba da dirgli to', prendi sti vecchi file di excel, guardati le pivot, capisci come funziona e inizia a provare. E questo cosa ci sfodera dal cappello magico? Un bel blocco di appunti dove ha copiato e incollato tutti i passaggi che ha fatto facendo la stampa delle videate. E lì ho capito percheè in aereoporto a Francoforte la gente sussurrava, e stava tutta in fila e invece in Italia non sanno nenache dividere le file dell'imbarco a priorità dalle altre.
Una roba da presentazione in power point, che manco per la tesi serve tanto.
MOrale della favola. Si suppone che io lavori per tre inseganndo a loro quello che nemmeno io so e nel frattempo a mia volta mi facciano fare un trianing.
Sto per svenire, mi sognole pivot di excel la notte. Mi sveglio e penso, dio mio non ce la posso fare...
In più mi trasloco. Un monolocale tutto mio, anzi lo definirei un minilocale. Ma chi se ne frega. Il padrone di casa ha un figlio figo ed è molto simpatico. POi super corretto. La vita di sharing-flat alla soglia dei 32 cerco di abbandonarla, per così dire cerco di emancipamri. Solo in questo, ma va' bene così.
Ora sto impazzendo a cercare qualcuno che prenda il mio posto qui, allo stesso modo, penso che dovrò in quache modo infilare tutto in quel minilocale e poi che tra due settimane vado a Praga per lavoro...
In tutto questo avrei voluto scrivere due righe, ma non ho ancora capito da che parte iniziare. Ci vuole tempo per metabolizzare le cose :-)

domenica 18 maggio 2008

Who will be the next?

Sono in pausa. Riflessione. Confusione. Work in progress o semplicemente poco tempo. Qui è un periodo di gran trambusto.
Il lavoro mi occupa molto più tempo di prima. Non è che sia un lavoro bellissimo, ma mi occupa più tempo. Questo è un bene, che così uno pensa molto meno..
Tutto d'un colpo succdono delle cose.
Nel giro di 4 settimane lasceranno l'irlanda diverse persone. Ma ce ne sono due che proprio lasceranno un grande vuoto.
Mi dibatto tra grandi dubbi e grandi emozioni. Faccio e disfo progetti in continuazione. Lo scorso we al The Village c'è stato il concerto dei MOdena City Ramblers ed eravamo proprio in tanti. Quando ho voltato l'angolo per entrare, per un momento mi sono sentita all'Estragon a Bologna, per un momento ho respirato aria di casa. I Modena, da quando non c'è più Cisco non mi sembrano più loro. Ma qui in terra d'Irlanda in mezzo a tutta quella gente mi sentivo a casa. Sulle note delle loro canzoni mi sono ritrovata a qualche festa di mezz'estate. Vecchi amici che avrei voluto avere qui.
Li dentro ci ho incontrato di tutto..Era il 9 maggio e i ragazzi siciliani avevavo organizzato un ironia coreografia che diceva. "Felice trentesimo compleanno). Cartelli bianchi con scritte blu. E foto di gruppo. E io, con la testa a casa.
Mercoledì arriva la prima bella notizia, Nuria ha trovato lavoro a Madrid. Inizia il 16 giugno e, finalmente, lascia l'Irlanda. Sono felice per lei ci ha passato tanti anni e le mancava la spagna. Il sole. Incasso e penso solo. Dai Carlotta tieni duro che se butta male te ne vai pure tu.
Giovedì per rincarare il colpo sento Desy, tornata dall'Italia, che mi dice che Tim ha trovato lavoro a Bruxelles e giovedì (questo giovedì) se ne vanno per sempre. NOn posso credere.
MOmento di panico. Inizio a spulciare internet. Infojobs. Devo andarmene. Voglio andare a Madrid. QUi fa ancora troppo freddo e tutti ve ne andate e io non ci resisto.
I due ragazzi che lavorabi con me se ne vanno entrambi a fine giugno. Lei torna in Francia e lui in Svizzera. COntemporaneamente. Buffo li davo per un amore che poteva sbocciare.
Presa da mille dubbi, mi chiedo per che via continuare. Oggi come non mai, mi chiedo quanto ha senso restare.
Mi manca il calore del sole, la vita di strada. POrtare le infradito. Sudore sulla fronte.
MI manca un calore che qui non c'è e non si sarà mai. E come mi ha detto Ivan la scorsa settimana, ci sono persone che hanno il mito di un'Irlanda che non c'è! O forse sì, nascosta dietro le nubi, affogata in fiumi di birra o in qualche vcchia canzone.
Venerdì sono stata ad una festa argentina, il contrasto perfetto. Persone calorose, gioviali e ospitali, ridono e bevono, ci offrono mantecol all'ingresso e ci si sente di casa.
Esci da lì, freddo polare, gente ubriaca per non dire devastata. La desolazione sociale di un popolo di alcolizzati da manuale.
Stravolti e coricati a terra. Un via vai di ambulanze a correre in aiuto. Un paese con una storia mitica e problemi di traffico di droga che stanno portando più morti e problemi di quanto non ce ne fossero durante i periodi di forte tensione dell'I.R.A....Mi ritrovo così a passeggiare lungo il fiume con il sole che quando c'è sembra non volere tramontare mai.
All'orizzonte il profilo dell'obelisco di phoenix park tinto di rosa.
L'Irlanda è contraddittoria come quello che si può scrivere di lei.
Mi giro per l'ultimo saluto a Desy e con le lacrime agli occhi torno verso casa. Sono le 11 di sera e il sole non è ancora tramontato del tutto. Sospiro e penso che quando è così è bello da perdere il fiato. Non so che fare davvero. A volte sembra solo l'attesa del momento decisivo per lasciare il paese. Forse non arriverà il momento, ma soltanto il coraggio di andare. Prima di chiudere mi chiedo, chi sarà il prossimo...

giovedì 24 aprile 2008

Comunicazione

in merito alle foto sul Northern Ireland & Belfast ho aggiornato picasa c'e' il link sulla sinistra del blog dove appaiono le slide. Ho piu' foto fatte un po' piu' di un anno fa in un altro viaggio da quelle parti. Il link e' questo. Per il viaggio mi serve piu' tempo, questo fine settimana mi do al tango in un paesello sperduto di county Wexford e come ho tempo scrivo aggiorno e rifletto. Sono esausta no mi fermo mai. Anche il we successivo me ne andro' probabilmente. Molte promesse non mantenute per ora nella mia vita. non ne vado orgogliosa.. ma posso ancora rimediare.

lunedì 21 aprile 2008

Where is the sun?

Stamattina mi e' arrivata la mail di un'amica che mi commentava le ipotesi di nuovo governo in Italia. Srovolo su quanto mi dia la nausea la prospettiva. Guardo fuori e vedo il cielo grigio e penso che il prossimo paese in cui vivro' sara' dove c'e' il sole tutto l'anno e una berve stagione di piogge, durante la quale andrei in vacanza. Penso che con le prospettive che ho davanti di non essere in Italia ora, sono felice. Qua e la' o altrove, le cose funzionano. Problemi, intoppi, ci sono ovunque, ma il grande circo e' "cosa nostra"...
Ho poco tempo oggi e in questi giorni ne ho avuto ancora meno. Qualcosa da raccontare ce l'avrei, viaggi e visite per esempio. Lo faccio appena ho tempo e spero di trovarlo. Sono assonnata. Mi strofino gli occhi, fatico persino a sbadigliare. Guardo fuori e con questo cielo grigio vorrei essere solo a letto.
Con una lunga lista di cose da fare per oggi, spero solo che il tempo voli. Poi torno e racconto il mio viaggio in Nord Irlanda.

lunedì 14 aprile 2008

Winner or loser

Nessuno lo vuole, nessuno lo vota e questo, non si sa ne' come ne' dove vince sempre...Ora vomito in preda al delirio da attesa. Alla radio la gente manda messaggi del tipo "preparo la valigia". Ma io mi domando se tutti quelli che non lo votano hanno le loro ragioni che sbandierano ai quattro venti. quelli che lo votano perche' tacciono? datemi ragioni che magari plachino l'ansia, che magari non e' cosi' male...
Bella la quasi consapevolezza che a decidere per noi e' una maggioranza invisibile che non ci spiega perche' ha desiderio di consegnarci allo psiconano. Ma tra l'altro secondo me si tatua pure il cuoio capelluto!
Forse e' solo un incubo abbasso i pronostici e gli exit pool..
Tanto, come hanno appena detto alla radio o sei winner o sei loser..Io piu' che altro mi sento lost.

venerdì 28 marzo 2008

Andiamo bene

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

mercoledì 26 marzo 2008

Sick

Bella lì. Una settimana di nuovo lavoro e io a casa malata. Ce l'ho messa tutta. Ieri sono andata al lavoro febbricitante, sforzandomi di tenere alto il livello di concentrazione per memorizzare quello che mi stanno insegnando, mi sono imbottita di farmaci, asprine, tachipirine, sciroppi, pastiglie per la gola, vitamine, infusi, ma niente. All fine ho ceduto all'influenza, ieri sera ero in preda al panico senza nessuno che abbia avuto la decenza di accorrere in mio soccorso. Già perchè qui funziona così. Hai bisogno? ovviamente rispondo di no, sempre. Ma se una volta hai bisogno davvero, chi non è più tanto sicuro del tuo no come risposta, non alza nemmeno la cornetta. Questo mi ha fatto pensare. Io ho la pessima abitudine di non tagliare i rami secchi. In amore, amicizia, lavoro e qualsiasi altra forma di relazione io mi ritrovo a servire su un piatto d'argento una ragione per permettere agli altri di farmi incazzare. Non ha molto a che vedere con la febbre, ma intanto che imprecavo, perchè mi si è rotto pure il termometro, ho pensato che gli amici si vedono nel momento del bisogno e qui, nel momento del bisogno ne ho visti pochi e, purtroppo una se ne va' la prossima settimana.
Così riflettevo, su quanto per telefonare, se non funziona skype, ti venga fatto notare che costa stare al telefono. Bella roba. E come mi ha detto Alessandro quando è stato qui, cambia giro.
Sono molto arrabbiata e ci sono rimasta molto male e quindi ...que te den por ahi!
Comunque tornando alla mia malattia stamattina in un gesto eroico sono andata al lavoro, ma non riuscendo a stare più di 30 secondi senza tossicchiare come una tisica, la mia team leader/manager/supervisor, mi ha detto che potevo andare a casa onde evitare infettare i baldi giovani che mi stanno facedo il training. MI spiace molto, sono mortificata. SE fosse stato venerdì avrei tenuto duro, ma mancano ancor atre gg al we e, nonstante la buona volontà, non ce la potevo fare.
MOrale della favola, sono andata dal medico, che mi ha dato tre giorni e degli antibiotici da prendere. Si è raccomandato di non uscire e di non prendere freddo e mi ha detto che in questo periodo c'è pieno di malanni.
DOmani chiamerò e comunicherò la cosa, pare brutto? se ce la faccio mi sforzo almeno venerdì di andare, perchè proprio tranquillina a casa non ci riesco a stare..
Tele piccì dipendenza e troppa solitudine. Ieri ho pensato che era molto brutto essere a casa malati senza nessuno che ti prepara almeno una minestrina. I miei coinquilini sono gentili e disponibili, ma non è la stessa cosa. Per la centesima volta negli ultimi mesi mi trovo afflitta da dubbi amletici se sia il caso o meno di levare le tende. Manco avessi trovato il lavoro dei mei sogni o l'uomo della mia vita. Poi mi ripiglio e penso che ci sono ante belle cose anche qui. Sicuramente qualche inputs esterno in più e qualche psiconano in meno. Tiro fuori la bilancia e inizio a metterci su le cose per vedere da che parte pende il piatto e ho paura del risultato. O forse è solo la febbre. Domani passa.

domenica 2 marzo 2008

Perchè gli amici...

Finalmente ho comunicato al mio manager che me ne vado. Ultimo giorno di lavoro in IBM, il 12 marzo. Inizio il lavoro nella nuova azienda sei giorni dopo. POtrò riposarmi un po' e non fare assolutamente nulla.
Sono un convulso miscuglio di contrastanti sentimenti. Mi vedevo già quasi tornare a casa e ora mi vedo a darmi una nuova opportunità qui. Un sacco di persone sono andate o pianificano di andarsene. Ho ovviamente e onestamente paura che il cambio lavoro non sia abbastanza.
Il fatto che Alessandro, dall'Italia sia venuto a trovarmi a stravolto il mio già precario sistema nervoso. Perchè lo conosco da molto tempo, perchè con lui ho condiviso tante cose, perchè mi sembra uno che casca sempre in piedi. Uno che sa quel che fa anche se magari è una stronzata. Non è che io sono una disgraziata, ma lui ha quel modo di fare le cose sempre così convinto. Mi fa impressione che ci siano persone così che riescono a non farsi prendere da panico ed esitazioni. Eppure anche lui è un po' spiantato. Cioè, non è che è uno che sa che farà da grande, (o forse lo sta già facendo ma non lo dice) eppure non è un sussegursi di continue crisi.
Poi io ci ho parlato tanto e ne avevo bisogno, perchè lui segue il filo del discorso più di me, perchè mi da dei consigli e perchè sa come sono. E non si comporta con me come se io fossi una che casca sempre in piedi, una che è forte. No no, lui sa bene quanta fatica faccio. E' che quando lui è stato qui mi sembrava di fare meno fatica. Sarà l'affetto di un rapporto che ha tanti anni. Saranno i milioni di volte che mi ha sopportato e supportato. Saranno che mi ha portato fortuna che ho trovato lavoro proprio quando lui era qui. Come quando all'università mi accopagnava a fare esami che lui tanto non faceva.
Perchè lui, quando mi parla, lo fa talmente convinto che mi convince anche a me. Penso sempre che quando tornerò in italia, magari andrò a Bologna e lui sarà sempre là per 4 chiacchere e un caffè. E lascerò la macchina nel suo cortile perchè a bologna non si trova mai parcheggio e sua mamma mi inviterà a pranzo o a cena. CHe sua mamma fa l'unico ragù che mangio.
MI ha lasciato un peluche di Pluto che mi ha portato perchè non mi sentissi sola e mi sembra che mi faccia compagnia come lui. Cerco di seguire i suoi consigli, ma ora nonostante l'entusiasmo del nuovo lavoro, ho paura che faccio una minchiata. Ma no, non torno a casa, non ancora. Ma quanto mancano gli amici? CHe ti danno i consigli e, porco cane, ne sanno sempre una più di te.
Sarà la domenica sera, sarà che ieri c'è stata festa a casa mia. Sarà il tempo che oggi è cambiato 10 volte..Sarà solo l'ansia da nuovo lavoro. Ma ho bisogno di coccole. Guardo pluto che sembra legga il post che sto scrivendo. Chissà se lo capisce più di me. Beh, buonanotte...

giovedì 14 febbraio 2008

Viz(z)i di famiglia

Domani vado in Italia per il we. Stasera sono impegnata, ragione per cui, ieri sera ho preparato un valigione di roba da riportare in Italia. Ho amaramente constatato che ho un quantitativo di cose inutili preoccupanti. Allora partiamo dalla mia bacheca di sughero con orecchini appesi. Figurano 32 paia di ogni colore, forma e provenienza. Ne ho qualcuno in una scatola e piu' o meno lo stesso quantitativo in un'altra bacheca in Italia. Ho un numero non precisato di braccialetti e collane, qui e a casa. Le borse si contano a milioni e una buona parte verranno riportate in italia. Ne ho di tutti i gusti e colori (tutti perche' sono fissata coi colori). Paia di calze: incontabili. Maglioni, maglioncini, magliette e canotte da non credere. Concludo con un guardaroba coronato da un notevole quantitativo di gonne, pure quelle di ogni forma colore e dimensione. Con le scarpe sono un po' piu' trattenuta (o e' illusione). Morale della favola ho una propensione marginale all'accozzaglia di cose, notevolmente al di sopra della media. Questo alla faccia della mia stanzetta dublinese che e' un metro per due (pero' l'armadio e' grosso).
In realta' non trascorro le mie giornate in preda allo shopping frenetico. Bensi' conservo tutto e lo ammucchio con cura. La tragedia e' che mia madre e' peggio di me e mia nonna (dall'altro ramo della famiglia forse anche peggio). Quindi la mia collezione di vintage voluto e non e' semplicemente un'eredita', una dote di nozze (che per altro non avverranno mai).
Mia madre ha conservato oggetti non indentificati e vestiti di ogni epoca. Mia nonna con borse e braccialetti detiene un primato da mercante in fiera. Ha un garage (doppio) straripante di cose..Praticamente un rigattiere, ordinate qualcosa e lei, come il genio della lampada, puo' esaudire ogni vostro desiderio.
Siccome torno da Londra e mi sono fatta un'overdose di mercatini, mi sono chiesta se non sia il caso di mollare tutto., affittare un camion caricare le cose, girovagare per il mondo barattando cose per cibo o per altre cose..il rischio e' che in India o Latino America mi debba ricorrere ad altri camion per sostenere la mole di acquisti...
Va' beh torno al lavoro (o meglio inizio a lavorare)..

P.S. Quel viz(z)i e' solo duvuto al fatto che c'e' chi sostiene che i parmigiani mettano le doppie anche dove non servono..ecco che abbiamo vet(t)ro, med(d)ie...ect ect...Precisno che io non ho la R per niente...

martedì 12 febbraio 2008

Back to Dublin (che culo)!!

Fine settimana a Londra. Tornare a Dublino e' stato come tornare in uno squallido quartiere di periferia. La cosa piu' bella di Londra e' l'inglese. Arrivo in ostello.
Reception. Conversazione tra me e il receptionista.

R: Hi! Check in? (Sgamata al volo la pronuncia ispanica con la H pronunciata come la loro J suono decisamente meno soave della H inglese)
C: Hi, yes thanks

MI da un form da riempire e io lo compilo e lo restituisco.

R: Asi que eres Italiana? (cosi' sei italiana)
C: Si, tu espanol supongo (ma perche' uno spagnolo ad un italiano parla sempre in spagnolo?)

Salgo trovo un altro receptionista con marcatissimo accento spagnolo, ma probabilmente sudamericano..Faccio finta di niente la sera torno e mi fermo in reception a chiedere una coperta...
Parto con un inglese italianissimo e dopo il primo Hello il tipo mi guarda e mi risponde:

R: Aspeta che vuoi? (ho omesso una T apposta)
C: Ah parli italiano con accento spagnolo...forse sudamericano
R:Soy de Venezuela pero mio papa' e' friulano...
C: Bene voglio una coperta..Una manta...
R:Si espera...

Aspetto lui torna con la coperta mi dice qualcosa vado nella Luggage Room e il ragzzo (messicano) mi da la mia borsa...
Vado in camera e mi trovo a dividere la stanza con una ragazza francese e due australiane...Dai che almeno mi multiculturalizzo (penso).

Il giorno dopo vado al mercato do Camden (prima che esplodesse l'incendio, grazie a dio)...mi fermo 20 minuti a parlare con una tipa che vendeva cose bellissime e lei tanto per cambiare mi chiede se sono spagnola..MI veniva da piangere e ho pensato (I wish)...
Cambio di bancarella, la tipa era spagnola aveva vissuto in italia e palle varie.. Ho pensato (va' beh ci rinuncio)..
La sera giravo per Soho che stavano preparando il capodanno cinese (che era domenica) e ho pensato che non c'erano speranze probabilmente avrei trovato un cinese con accento madrileno che mi diceva che era nato a Pechino ma era cresciuto a Vallecas (noto quartiere popolare nella perifaria madrilena)..
Che devo fare?
Ho pensato che andro' a fare un corso di spagnolo a Salamanca. Patria dei corsi per stranieri, cosi' finalmente riusciro' ad usare le mie misere nozioni di lingua inglese...Hasta la Victoria siempre (che cosa centra?)!!!

lunedì 21 gennaio 2008

Di bene in meglio

Non mi muovo molto, non scrivo molto, ma ci sono. Leggo qua e la' gli altri blog...Sempre a vuoto di ispirazione. Perche' pare che l'unica cosa che abbia portato fino ad ora il 2008 e' proprio il vuoto. Ho fatto qualche progresso, ma ancora non abbastanza per avere qualcosa da dire.
Sono tornata alle lezioni di tango. Con molta fatica nonostante la mia grande passione (e una buona dose di negazione). Ballando uno non pensa. Pablo e' ancora in Argentina e senza le sue lezioni il tango e' un po' piu' triste. Ma mi sono sforzata, mi sono comunque divertita e ho spianato le mie bellissime scarpe nuove che, a qualcuno, spuntano come mia immagine personale di Messanger.
Delle altre iniziative personali...Mi sono iscirtta ad un corso di fotografia digitale che inizia questo mercoledi' e durera' 10 settimane.
Mi sono comprata un biglietto per andare a Londra dall'8 al 10 di febbraio e uno per l'Italia la settimana dopo.
Vado un paio di volte a settimana in palestra anche se mi sparerei pur di non andarci...
Ho iniziato il libro Invierno en Lisboa di Antonio Munoz Molina e come ultima cosa ho fatto un colloquio di lavoto...
Adesso tutte elencante cosi' sembra che faccia un milione di cose e che la mia vita sia quasi attiva. Ma mi manca proprio lo slancio, il gusto di farlo. Questo attuale lavoro mi sta risucchiando in un vortice di apatia e insoddisfazione che non provavo da tanti anni.
Non e' bello e nonostante uno abbia la lista degli antidoti a questa cosa non riesce ad animarsi.
Sara' la pioggia incessante? Mi si e' anche rotto l'ombrello...Acqua e vento.
MIa madre mi suggerisce di trasferirmi in Spagna. Dice che almeno il clima e' migliore e il paese anche.
Ci sto pennsando, mica che non lo faccio. Mah..
Nello note positive posso dire che ho ricevuto visite questo fine settimana e nonostante il tempo drammatico mi sono divertita molto.
Il potere di internet mi ha tenuta (o rimessa) in contatto con un passato non troppo remoto e ho rivisto dopo piu' o meno sette anni un amico che e' venuto qui, con un suo amico...Bello no?
Bene sappiate che pare che io non sia cambiata molto...

Aggiungo una gag mia e di Federica all'aereoporto...Io qui ho una macchina inglese nel senso con la guida a destra (si' fa impressione all'inizio, ma e' tutto predisposto per la guida a sx) che guido da circa sei mesi e sulla quale da circa sei mesi Federica mi fa da copilota. Morale della favola arriviamo al parcheggio dell'aereoporto e io davanti alla sbarra per entrare la guardo e le dico: "dai Fede tira giu' il finestrino che c'e' da prendere il bigletto!". Lei scatta sull'attenti e abbassa il fienstrino. IO ritorno in questo mondo la guardo e le faccio..."Cazzo Fede la macchinetta e' ovviamente di qua"....Non so se ero piu' suonata io che dopo sei mesi che tutte le mattine striscio il badge dal mio finestrino per entrare al lavoro ancora mi confondo, o lei che senza neanche pensare ha abbassato il finestrino per prendere il biglietto...
Io ho riso molto anche da sola, dopo...

lunedì 17 dicembre 2007

In notturna

Se n'è appena andata Ares e mi ha fatto pubblicare su facebook delle foto che secondo me sono orrende. Guardo la tele e mi mordicchio le unghie, per evitare di mangiarle sto usando smalti di colori improbaili. Ora sono al rosso ciliegia. Che cosa orrenda, le mie unghie sono così corte che sembro una bambina di 5 anni che vuole per forza mettersi lo smalto da grande. Sono buffa credo.
Sono stanca morta, dovrei andare a letto, domani si lavora. Dio mi assista, non perchè devo lavorare, non vivrei senza e per un sacco di ragioni. Ma ormai i livello di insofferenza a questo lavoro è diventato drammatico. Ogni mattina parcheggio il cervello fuori dall'ufficio e lo recupero quando esco.
Federica dice, forse non a tort0, che io non sono più sfigata degli altri, solo perennemente insoddisfatta ed estremamente esigente. Ci penso spesso. Forse è vero, anche se faccio un passettino in avanti mi lamnto e penso che il passo dovrebbe essere più lungo. Ma che ci posso fare? Continuo a sapere cosa non voglio, ma ancora non quello che voglio.
Sarà l'atmosfera seminatalizia di una stanza illuminata solo dalle luci del mio mini albero, dalle luci che contornano lo specchio e dal monito del computer che mi rendono malinconica. Quasi commossa, come se non piangessi abbastanza per piccole cose apparentemente banali.
La sera e l'inizio della notte mi fanno mi fanno precipitare in un mare di pensieri. Sola cerco di sperimentare sensazioni ed emozioni che schivo da una vita. E' ora di provarle, sperimentarle.Sarà l'età, sarà il natale o semplice bisogno di cose nuove...Magari vado a letto mi sforzo.

lunedì 3 dicembre 2007

Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria

Come mio solito torno da un breve soggiorno in Italia e sono in preda ad un trauma cosmico per il rientro in Irlanda. Innanzi tutto c'e' chi sa che il post Messico e' mooooooooooolto difficile. Nel senso che dalla liberta' totale mi sono ritrovata inchiodata alla scrivania dell'ufficio, un ufficio che non regala grandi emozioni, in un paese che, tutto sommato, dopo piu' di un anno di permanenza non offre piu' molto. Non a me. Se ogni cosa ha un termine, anche e soprattutto il mio soggiorno in Irlanda lo stanno per avere. Che non sarei stata qui tutta la vita lo sapevo anche quando sono partita, ma avevo altre necessita'. Il tempo passa, le cose si evolvono, cresciamo o invecchiamo (sto per entrare nella seconda fase???) e cambiano le nostre esigenze.
Qui il problema piu' grosso e' questo immenso senso di solitudine. C'e' liberta', non lo nego, ma e' un'arma a doppio taglio.
Se da una parte mi sento libera da ogni vincolo e assolutamente priva di condizionamento, dall'altra il mio cervellino sta seriamente elaborando il rientro in patria.
Il telegrionale, i quotidiani e le lamentele della gente non fanno certo venire voglia di andare a mettere radici in Italia (visto che sono fuori), ma tra esattamente 18 giorni compio 31 anni e se non voglio uscire dalla mia sindrome di Peter Pan forse devo iniziare a pensare a qualcosa di stabile nella vita. Per esempio vorrei una casa tutta mia e non un susseguirsi di coinquilini. Vorrei piantare dei chiodi al muro di casa mia senza avere paura che il padrone di casa mi rompa le palle. O dipingere i muri di viola, se lo ritengo opportuno, senza pensare che poi li dovro' far tornare bianchi. So che sono esempi idioti, ma rendono l'idea.
Qui e' tutto troppo provvisorio e io sono gia' talmente tanto priva di equilibri e precaria di indole che se non ci metto un freno precipito.
Nella mia follia prima del rientro ho pensato anche di ri-trasferirmi in un altro paese. Ma con le idee cosi' poco chiare e una moltitudine di cose fatte e piantate li'. Un sacco di lavori...Saltare di palo in frasca e continuare a vestire una scarpa e una ciabatta non mi aiutano.
esigenza fisiologica e psicologica di tornare a casa e costruirmi una vita che non sia piu' preda di eterni pellegrinaggi. Tanto l'esperienza mi ha insegnato che il viaggio e' bello se fatto con gusto di essere vissuto come tale..IO comincio ad avvertire un senso di esilio.
Come ho detto a Fra, prima di sciogliermi in un mare di lacrime, desiderero' dare testate contro gli spigoli dei muri, per riadattarmi alla mia vita parmigiana, quindi ne devo essere molto convinta. Ma quando vedo qui tutti questi equilibri precarie e li', tutti i miei amici che stanno costruendo una vita solida, beh comincio a propendere a quella direzione.
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria diceva Faber, e a me quella frase e' sempre piaciuta tantissimo..Mi sono vista sempre come una cosi', ostinata che se ne andava per i fatti suoi cercando una cotrotendenza. Niente di rivoluzionario. Lavoravo quando gli altri studiavano, studiavo quando gli altri iniziavano a lavorare..mi e' sembrato di fare tutto un po' sottosopra. Ma siccome cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia, sto tirando le somme.
Lascero' passare natale prima di mettermi in movimento. Ma saranno state le luci di Natale, le chiaccherate con gli amici, vedere Fra tutto felice nella sua casa, riabbracciare la mia cuginetta che sembra crescere cosi' in fretta, vdere le mie nonne che sono sempre tanto felici di vedermi..Risentire i sapori di casa, ma stavolta mi sono proprio decisa che e'ora di mettersi di impegno sulla rotta verso casa.
Non sara' domani, ma mi fisso delle date. E' ora..Se non ci staro' dentro ripartiro' come ho fatto sempre. Vediamo se la mia indole e' davvero nomade o era solo curiosita'.