Perdo il filo, lo ricerco eccomi qui, riparto. Prendo in mano Cassandra e lo rileggo l'ennesima volta, pagine sottolineate in diversi colori a testimonianza di tutte le volte che ho riletto quel libro. Non so, mi sento strana. Sempre alla ricerca di un filo e di una ripartenza.
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sabato 6 febbraio 2010
Chiave di Rilettura
Stamattina quando mi sono alzata (se le 12.23 si possono considerare mattina) mi sono detta che c'era bisogno di ricaricare le batterie, di trovare un punto d'inizio e intraprendere un percorso. Che c'era da ricominciare lo sapevo. Ritorno a casa e non sapevo né se ce l'avrei fatta né se ci sarei rimasta, poi per grazia o per favore ho trovato lavoro. Ho iniziato ed eccomi qui. Se i piani contemplavano spostamenti ovunque adesso, il mio unico piano è trovare casa. Non è che sono al settimo cielo, anche se è stupido perchè adesso c'è "crisi" e a trovare lavoro devi baciarti i gomiti, però non lo so. IO sono tornata e mi sono trovata apatica con una vita che mi viveva addosso. Alcuni giorni sono positiva altri no è normale. Mi sento una pecora nera o una mosca bianca, perchè ogni giorno mi confronto con un mondo a cui mi sento di non appartenere appieno.
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venerdì 4 dicembre 2009
What's next?
Atterro in padania nuovamente. Tre anni tondi, tondi mi hanno tenuto lontana da qui, lontana dall'Italia e sono sei complessivamente quelli che ho vissuto lontano da questa "piccola città". Quella piccola città che Guccini è stato così bravo a descrivere, quelle parole che ho sempre sentito tanto mie, quella sua Modena così simile alla mia Parma.
Ora sono qui guardo fuori e non ho un piano di soppravvivenza. Ho passato la prima settimana qui come se mi avessero strappato da una vita per ricacciarmi in quella di qualcuno che non conosco. O meglio di qualcuno che conoscevo tanto tempo fa. Poi il viaggio a Costantinopoli..Bisanzio, a vedere quella Porta Sublime che fa da varco all'Oriente. Ora di nuovo qui, senza più scuse. Più rilassata, più rassegnata, forse. Si apre una nuova era. Dormo per lo più, penso che mi devo fermare per capire dove sono arrivata e soprattutto dove voglio andare. Il mio cervello non frena, va' molto più lontano di dove è, consapevole del fatto che prima o poi ne prenderà atto anche lui, anche io.
E ora che fare ci si ferma o si riparte? Convinta a fasi alterne che questo mondo non fa per me. Vedo le luci lontane di un posto non ben delineato. Sento voci di gente che parlano altre lingue. Il ritmo è cambiato, è lui troppo lento o io troppo veloce. Vorrei ritirarmi da tutto e da tutti per scegliere senza il costante condionamento. Guardo incantata il frigo dei supermercati italiani e penso che questo forse mi mancava davvero. Poi accendo la tele, solo un attimo. Funziona? Anche troppo bene..e non si può vedere. Io che per più di due anni non ce l'ho nemmeno avuta la TV.
Ora si non ti sedere, non ti adagiare, resta sulla cresta dell'onda e reagisci. La vita sono due minuti, facciamo in modo che siano intensi...
E ora che vuoi fare? Domanda ricorrente.
Ma dai ci sarà qualcosa che ti piacerebbe fare? Beh sicuro qualcosa che non mi piace.
Beh mi piacerebbe per esempio che la gente non facesse domande idiote. Perchè una cosa è certa, Dublino non è la luna e Parma non è una brutta città..Poi sai la crisi qui sta reggendo. Ma io a chi me lo chiede faccio l'esempio se starebbe comodo ad uscire di casa vestendosi coi vestiti di quando aveva 13 anni, lo puoi fare, ma sicuro ti stanno strettini...o no?
mercoledì 28 ottobre 2009
Dirty old town last week
Senza casa e provo a dormire in una casa che non è più la mia dopo che l'ultima la era stata fin troppo. Riportata la punto in italia, spartite le cose che restano tra gli amici che restano, eccomi qui, prima notte da ospite a Dublino. Manca una settimana al grande passo.
Per aver maledetto e benedetto questo posto troppe volte. Ho desiderato partenze e ritorni. Ora mi vedo qui quasi in una non scelta. Non pensavo sarebbe stato tanto difficile.
Sono a casa di una delle mie più care amiche qui a Dublino, la prima persona che ho conosciuto. Non potremmo essere più diverse, nella vita, nel modo nello stile e nel percorso che ci ha fatto vivere questa città. A volte penso che se non fosse stata per la "Dirty old Town" per questo via vai, per queste perosne che sono di tanti posti diversi che si mescolano a velocità luce, beh penso che se non fosse stato per quello a certe perosne a certe cose, non sarei mai arrivata.
Prima considerazione che faccio è che se non avessi passato 3 anni della mia vita in questo posto non avrei mai capito realmente il concetto di diversità che c'è in giro.
Curioso me ne vado il 5 novembre ed è stato il Domenica 5 novembre 2006 che sono arrivata a Dublino.
Il cerchio si chiude, tre anni il numero tre il numero perfetto. Ho cambiato 9 case, 3 lavori e miliardi di persone hanno incrociato il loro cammino con il mio.
Torno a casa a fare il punto della situazione. Che sia un mese, un anno o tutta la vita, finchè non torno non capirò.
Respiro a fondo..Una sorsata di mate e torno a leggere Rayuela. Un libro scelto non a caso.Per aver maledetto e benedetto questo posto troppe volte. Ho desiderato partenze e ritorni. Ora mi vedo qui quasi in una non scelta. Non pensavo sarebbe stato tanto difficile.
Sono a casa di una delle mie più care amiche qui a Dublino, la prima persona che ho conosciuto. Non potremmo essere più diverse, nella vita, nel modo nello stile e nel percorso che ci ha fatto vivere questa città. A volte penso che se non fosse stata per la "Dirty old Town" per questo via vai, per queste perosne che sono di tanti posti diversi che si mescolano a velocità luce, beh penso che se non fosse stato per quello a certe perosne a certe cose, non sarei mai arrivata.
Prima considerazione che faccio è che se non avessi passato 3 anni della mia vita in questo posto non avrei mai capito realmente il concetto di diversità che c'è in giro.
Curioso me ne vado il 5 novembre ed è stato il Domenica 5 novembre 2006 che sono arrivata a Dublino.
Il cerchio si chiude, tre anni il numero tre il numero perfetto. Ho cambiato 9 case, 3 lavori e miliardi di persone hanno incrociato il loro cammino con il mio.
Torno a casa a fare il punto della situazione. Che sia un mese, un anno o tutta la vita, finchè non torno non capirò.
Vecchia sporca Dublino per un figlio che ritorna
sei una madre che attende al tramonto
con la puzza di alcool, coi baci e le canzoni
per chi è stato un prigionero lontano
c'è una bomba e una pistola, un inglese da accoppare
e una divisa dell'esercito in verde
ma è sempre soltanto la stessa vacchia storia e nessuna lo capirà
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi
nelle vie di Dublino il poeta è da solo e nessuno lo salverà
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martedì 12 febbraio 2008
Back to Dublin (che culo)!!
Fine settimana a Londra. Tornare a Dublino e' stato come tornare in uno squallido quartiere di periferia. La cosa piu' bella di Londra e' l'inglese. Arrivo in ostello.
Reception. Conversazione tra me e il receptionista.
R: Hi! Check in? (Sgamata al volo la pronuncia ispanica con la H pronunciata come la loro J suono decisamente meno soave della H inglese)
C: Hi, yes thanks
MI da un form da riempire e io lo compilo e lo restituisco.
R: Asi que eres Italiana? (cosi' sei italiana)
C: Si, tu espanol supongo (ma perche' uno spagnolo ad un italiano parla sempre in spagnolo?)
Salgo trovo un altro receptionista con marcatissimo accento spagnolo, ma probabilmente sudamericano..Faccio finta di niente la sera torno e mi fermo in reception a chiedere una coperta...
Parto con un inglese italianissimo e dopo il primo Hello il tipo mi guarda e mi risponde:
R: Aspeta che vuoi? (ho omesso una T apposta)
C: Ah parli italiano con accento spagnolo...forse sudamericano
R:Soy de Venezuela pero mio papa' e' friulano...
C: Bene voglio una coperta..Una manta...
R:Si espera...
Aspetto lui torna con la coperta mi dice qualcosa vado nella Luggage Room e il ragzzo (messicano) mi da la mia borsa...
Vado in camera e mi trovo a dividere la stanza con una ragazza francese e due australiane...Dai che almeno mi multiculturalizzo (penso).
Il giorno dopo vado al mercato do Camden (prima che esplodesse l'incendio, grazie a dio)...mi fermo 20 minuti a parlare con una tipa che vendeva cose bellissime e lei tanto per cambiare mi chiede se sono spagnola..MI veniva da piangere e ho pensato (I wish)...
Cambio di bancarella, la tipa era spagnola aveva vissuto in italia e palle varie.. Ho pensato (va' beh ci rinuncio)..
La sera giravo per Soho che stavano preparando il capodanno cinese (che era domenica) e ho pensato che non c'erano speranze probabilmente avrei trovato un cinese con accento madrileno che mi diceva che era nato a Pechino ma era cresciuto a Vallecas (noto quartiere popolare nella perifaria madrilena)..
Che devo fare?
Ho pensato che andro' a fare un corso di spagnolo a Salamanca. Patria dei corsi per stranieri, cosi' finalmente riusciro' ad usare le mie misere nozioni di lingua inglese...Hasta la Victoria siempre (che cosa centra?)!!!
Reception. Conversazione tra me e il receptionista.
R: Hi! Check in? (Sgamata al volo la pronuncia ispanica con la H pronunciata come la loro J suono decisamente meno soave della H inglese)
C: Hi, yes thanks
MI da un form da riempire e io lo compilo e lo restituisco.
R: Asi que eres Italiana? (cosi' sei italiana)
C: Si, tu espanol supongo (ma perche' uno spagnolo ad un italiano parla sempre in spagnolo?)
Salgo trovo un altro receptionista con marcatissimo accento spagnolo, ma probabilmente sudamericano..Faccio finta di niente la sera torno e mi fermo in reception a chiedere una coperta...
Parto con un inglese italianissimo e dopo il primo Hello il tipo mi guarda e mi risponde:
R: Aspeta che vuoi? (ho omesso una T apposta)
C: Ah parli italiano con accento spagnolo...forse sudamericano
R:Soy de Venezuela pero mio papa' e' friulano...
C: Bene voglio una coperta..Una manta...
R:Si espera...
Aspetto lui torna con la coperta mi dice qualcosa vado nella Luggage Room e il ragzzo (messicano) mi da la mia borsa...
Vado in camera e mi trovo a dividere la stanza con una ragazza francese e due australiane...Dai che almeno mi multiculturalizzo (penso).
Il giorno dopo vado al mercato do Camden (prima che esplodesse l'incendio, grazie a dio)...mi fermo 20 minuti a parlare con una tipa che vendeva cose bellissime e lei tanto per cambiare mi chiede se sono spagnola..MI veniva da piangere e ho pensato (I wish)...
Cambio di bancarella, la tipa era spagnola aveva vissuto in italia e palle varie.. Ho pensato (va' beh ci rinuncio)..
La sera giravo per Soho che stavano preparando il capodanno cinese (che era domenica) e ho pensato che non c'erano speranze probabilmente avrei trovato un cinese con accento madrileno che mi diceva che era nato a Pechino ma era cresciuto a Vallecas (noto quartiere popolare nella perifaria madrilena)..
Che devo fare?
Ho pensato che andro' a fare un corso di spagnolo a Salamanca. Patria dei corsi per stranieri, cosi' finalmente riusciro' ad usare le mie misere nozioni di lingua inglese...Hasta la Victoria siempre (che cosa centra?)!!!
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venerdì 1 febbraio 2008
In continuo movimento?
Sono ancora nella fase lunghe pause e grande confusione. Io non riesco a capire cosa sia, il clima, il lavoro, questa esigenza e intransigenza che manifesto continuamente verso me stessa. Questo qualcosa che mi manca cosi' insopportabilmente.
Ogni parte di me mi dice che devo fare qualcosa, che devo muovermi in una direzione o nell'altra. La prima, la cosa piu' semplice, e' quella di cercare un altro lavoro. Mi sento dentro un film anni '30. Lavorare in condizioni disumane. Non fisicamente disumane. Ovvio sono seduta davanti ad un computer, non porto a spalla le pietre per costruire una piramide. Ma questo posto e' contro la mia natura. In questo posto, il sistema pressa per sopprimere chi ha personalita' forti. Allora io non sono sicuramente un leader carismatico di altri tempi, ma ritengo di avere una personalita' abbastanza spiccata. Non lo sopporto piu'. Stamattina in macchina ascoltavo Amerigo di Guccini che mi ha fatto venire tanta malinconia. Ovvio che non mi rivedo in quelle parole. Parla di una vita dura, ma di sensazioni in cui a volte mi rivedo...Forse perche' mi rivedo in quel fiume di persone che se ne vanno da casa alla ricerca di qualcosa.
Beh qualsiasi cosa io cerchi non e' qui. Non bastano cieli bellissimi aria fresca e colori sgargianti. Non bastano perche' il grigiore del clima spesso offusca tutto questo. Dall'inizio dell'anno il cielo e' stato azzurro forse due giorni e io, onestamente, di svegliarmi e rimanere al buio tutto il giorno non ne posso piu'. Ecco cosa e' un anno e tre mesi stanno prosciugando la mia capacita' di sopportare questo. Soprattutto perche' non ne trovo piu' le ragioni.
L'Irlanda e' un paese pressapochista. Soldi facili, ma un gran calderone di niente. A Dublino la cultura irlandese e' stata soffocata dallo strabordante arrivo di stranieri. I giovani irlandesi hanno perso tutto cio' che e' loro cultura, travolti da un'ondata di benessere che li ha trasformati a massimi esponenti del consumismo. Escono vestiti di tutto punto (e di cattivo gusto) e dilapidano interi stipendi in nulla. L'approdo e l'utilizzo smodato di droghe nel paese, ha creato e sta creando conflitti tra gruppi, pericolosi quasi quanto lo e' stata l'IRA. Questo riportava qualche settimana fa un quotidiano locale.
L'Irlanda funziona oggettivamente meglio dell'Italia, d'altra parte basta poco, ci sono servizi per ogni cosa e il mondo e' a portata di click. Non hanno problemi economici, hanno un governo stabile, ma non so se e' di destra o di sinistra. Sono cattolicissimi ma ci prendono in giro come se il Papa fosse roba di casa nostra. Non pagano il bollo sul passaporto, non pagano le spese bancarie, per avere la connessione internet o il contocorrente on line bastano due giorni.
Noi impazziamo per tutto.
Abbiamo una classe politica che fa pieta', o forse anche peggio. Siamo per tanti aspetti, arretratissimi rispetto all'europa. Abbiamo smesso di pagare i costi di ricarica sul telefonino l'anno scorso, paghiamo l'assistenza sanitaria pubblica, ma poi anche il ticket...Paghiamo per chiudere un conto corrente bancario (ma siamo matti?). Paghiamo tasse universitarie che uno non ci crede. Paghiamo il passaggio quando cambiamo la macchina (qui spedisci il libretto in una busta con il cambio nome e te lo rimandano a casa un mese dopo).
L'italiano medio si lamenta di tutto e non va' a avotare perche' magaru c'e' il sole e preferisce andare al mare. Frase di rito, ma tanto non cambia niente...
Non voglio soffermarmi sui fatti delle ultime settimane, perche' davvero non ho piu' niente da dire. Ho cercato di spiegarlo a qualcuno. Ma i fatti sono cosi' inconcepibili che non ho parole. Basita. E qui o ci sei dentro e lo capisci oppure nada... ma tu ha un olandese che ti chiedi se sei pronto ancora al "blu sky" che gli rispondi?
Niente e quindi io taccio e se ancora penso di andarmene da qui per tornare a casa e' solo per nostalgia. Si concretizza sempre di piu' la prospettiva di muoversi verso il sud dell'europa. Ma non verso il Bel Paese, bensi' verso terra di Spagna. La buona padronanza della lingua spagnola. La comprensione culturale che ho del paese, il gran numero di amici che ho la' e quelli che ho in Italia, ma che in Spagna ci andrebbero (e forse ci andranno volenteri) mi dice che forse dovrei spostare il mio regal bottom da quelle parti.
Tutto in forse. Mi muoverei comunque per l'estate, qui non mi ci vedono neanche dipinta a morire di freddo e desolazione, quando c'e' un sole che brucia sopra di noi...Ma come faccio a resistere in IBM almeno altri tre mesi? Sto a pezzi. Lunedi' e mercoledi' ho avuto pesanti crisi di ansia. E poi non dormo, proprio no. la mia vita e' condizionata da quetso posto.
Cerco altro, lo sto gia' facendo, ma per pochi mesi? Eppure io qui non so neanche se posso resisterci poche settimane...Poi insomma forse prima di rivoluzioni e' meglio ripigliarsi un po' no?
Poi penso a cosa veramente mi piace di qui. Ho amici per lo piu' spagnoli, argentini e italiani. la cosa che faccio che piu' piace qui e' il tango...Gli unici due uomini veramente degni di nota che ho incontrato qui, nel senso su cui fai un pensiero serio, sono entrambi spagnoli...Quasi la totalita' delle persone mi attribuisce come nazionalita' prima la spagna e solo in seguito la italiana. Mi dicono che parlo inglese con accento spagnolo (non e' un complimento!) che devo fare?
Va' beh alla fine facile stare seduti e dare consigli, ma qui c'e' una vita da muovere...Abitudini da cambiare e decisioni da prendere...Interessante quanto vuoi. Con la prospettiva di stimoli molto piu' forti di quelli che ho qui, ma sinceramente, ho paura, confusione, esitazione e molto sconforto. Quando non stai bene vedi solo certe cose e non ne vedi altre...IO che mi contraddistinguo per impulsivita' instabilita' forse dovrei stare seduta un momento e non prendere decisioni affrettate..
Ogni parte di me mi dice che devo fare qualcosa, che devo muovermi in una direzione o nell'altra. La prima, la cosa piu' semplice, e' quella di cercare un altro lavoro. Mi sento dentro un film anni '30. Lavorare in condizioni disumane. Non fisicamente disumane. Ovvio sono seduta davanti ad un computer, non porto a spalla le pietre per costruire una piramide. Ma questo posto e' contro la mia natura. In questo posto, il sistema pressa per sopprimere chi ha personalita' forti. Allora io non sono sicuramente un leader carismatico di altri tempi, ma ritengo di avere una personalita' abbastanza spiccata. Non lo sopporto piu'. Stamattina in macchina ascoltavo Amerigo di Guccini che mi ha fatto venire tanta malinconia. Ovvio che non mi rivedo in quelle parole. Parla di una vita dura, ma di sensazioni in cui a volte mi rivedo...Forse perche' mi rivedo in quel fiume di persone che se ne vanno da casa alla ricerca di qualcosa.
Beh qualsiasi cosa io cerchi non e' qui. Non bastano cieli bellissimi aria fresca e colori sgargianti. Non bastano perche' il grigiore del clima spesso offusca tutto questo. Dall'inizio dell'anno il cielo e' stato azzurro forse due giorni e io, onestamente, di svegliarmi e rimanere al buio tutto il giorno non ne posso piu'. Ecco cosa e' un anno e tre mesi stanno prosciugando la mia capacita' di sopportare questo. Soprattutto perche' non ne trovo piu' le ragioni.
L'Irlanda e' un paese pressapochista. Soldi facili, ma un gran calderone di niente. A Dublino la cultura irlandese e' stata soffocata dallo strabordante arrivo di stranieri. I giovani irlandesi hanno perso tutto cio' che e' loro cultura, travolti da un'ondata di benessere che li ha trasformati a massimi esponenti del consumismo. Escono vestiti di tutto punto (e di cattivo gusto) e dilapidano interi stipendi in nulla. L'approdo e l'utilizzo smodato di droghe nel paese, ha creato e sta creando conflitti tra gruppi, pericolosi quasi quanto lo e' stata l'IRA. Questo riportava qualche settimana fa un quotidiano locale.
L'Irlanda funziona oggettivamente meglio dell'Italia, d'altra parte basta poco, ci sono servizi per ogni cosa e il mondo e' a portata di click. Non hanno problemi economici, hanno un governo stabile, ma non so se e' di destra o di sinistra. Sono cattolicissimi ma ci prendono in giro come se il Papa fosse roba di casa nostra. Non pagano il bollo sul passaporto, non pagano le spese bancarie, per avere la connessione internet o il contocorrente on line bastano due giorni.
Noi impazziamo per tutto.
Abbiamo una classe politica che fa pieta', o forse anche peggio. Siamo per tanti aspetti, arretratissimi rispetto all'europa. Abbiamo smesso di pagare i costi di ricarica sul telefonino l'anno scorso, paghiamo l'assistenza sanitaria pubblica, ma poi anche il ticket...Paghiamo per chiudere un conto corrente bancario (ma siamo matti?). Paghiamo tasse universitarie che uno non ci crede. Paghiamo il passaggio quando cambiamo la macchina (qui spedisci il libretto in una busta con il cambio nome e te lo rimandano a casa un mese dopo).
L'italiano medio si lamenta di tutto e non va' a avotare perche' magaru c'e' il sole e preferisce andare al mare. Frase di rito, ma tanto non cambia niente...
Non voglio soffermarmi sui fatti delle ultime settimane, perche' davvero non ho piu' niente da dire. Ho cercato di spiegarlo a qualcuno. Ma i fatti sono cosi' inconcepibili che non ho parole. Basita. E qui o ci sei dentro e lo capisci oppure nada... ma tu ha un olandese che ti chiedi se sei pronto ancora al "blu sky" che gli rispondi?
Niente e quindi io taccio e se ancora penso di andarmene da qui per tornare a casa e' solo per nostalgia. Si concretizza sempre di piu' la prospettiva di muoversi verso il sud dell'europa. Ma non verso il Bel Paese, bensi' verso terra di Spagna. La buona padronanza della lingua spagnola. La comprensione culturale che ho del paese, il gran numero di amici che ho la' e quelli che ho in Italia, ma che in Spagna ci andrebbero (e forse ci andranno volenteri) mi dice che forse dovrei spostare il mio regal bottom da quelle parti.
Tutto in forse. Mi muoverei comunque per l'estate, qui non mi ci vedono neanche dipinta a morire di freddo e desolazione, quando c'e' un sole che brucia sopra di noi...Ma come faccio a resistere in IBM almeno altri tre mesi? Sto a pezzi. Lunedi' e mercoledi' ho avuto pesanti crisi di ansia. E poi non dormo, proprio no. la mia vita e' condizionata da quetso posto.
Cerco altro, lo sto gia' facendo, ma per pochi mesi? Eppure io qui non so neanche se posso resisterci poche settimane...Poi insomma forse prima di rivoluzioni e' meglio ripigliarsi un po' no?
Poi penso a cosa veramente mi piace di qui. Ho amici per lo piu' spagnoli, argentini e italiani. la cosa che faccio che piu' piace qui e' il tango...Gli unici due uomini veramente degni di nota che ho incontrato qui, nel senso su cui fai un pensiero serio, sono entrambi spagnoli...Quasi la totalita' delle persone mi attribuisce come nazionalita' prima la spagna e solo in seguito la italiana. Mi dicono che parlo inglese con accento spagnolo (non e' un complimento!) che devo fare?
Va' beh alla fine facile stare seduti e dare consigli, ma qui c'e' una vita da muovere...Abitudini da cambiare e decisioni da prendere...Interessante quanto vuoi. Con la prospettiva di stimoli molto piu' forti di quelli che ho qui, ma sinceramente, ho paura, confusione, esitazione e molto sconforto. Quando non stai bene vedi solo certe cose e non ne vedi altre...IO che mi contraddistinguo per impulsivita' instabilita' forse dovrei stare seduta un momento e non prendere decisioni affrettate..
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domenica 27 gennaio 2008
E un giorno venne il sole
Ultimamente è così raro vedere il sole d queste parti che non ho potuto fare a meno di ciondolare per città e dintorni e fare un po' di foto. Un altro mondo.
Incredibile, in Irlanda esistono anche i colori, la luce e la gente che passeggia.
Siccome il mio cervello continua ad annaspare e a non ricevere inputs, almeno mi rigenero con belle immagini. Il mio cervello sta messo peggio del governo (ops non-governo) italiano...
Incredibile, in Irlanda esistono anche i colori, la luce e la gente che passeggia.
Siccome il mio cervello continua ad annaspare e a non ricevere inputs, almeno mi rigenero con belle immagini. Il mio cervello sta messo peggio del governo (ops non-governo) italiano...
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mercoledì 28 febbraio 2007
Mare
Potrebbe essere nostalgica come cosa..Ho voglia di mare, dirlo scrivendo da un'isola sembra follia, il mare ovviamente qui non manca, ma ho voglia del mio mare, quello che mi sa ci casa, quello che conosco bene e che, per tanti anni è stato lo sfondo delle mie estati.
lunedì 12 febbraio 2007
venerdì 19 gennaio 2007
Bologna
col seno sul piano padano ed il culo sui colli,
Bologna arrogante e papale, Bologna la rossa e fetale,
Bologna la grassa e l' umana già un poco Romagna e in odor di Toscana...
Bologna per me provinciale Parigi minore:
mercati all' aperto, bistrots, della "rive gauche" l' odore
con Sartre che pontificava, Baudelaire fra l' assenzio cantava
ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare.
Però che Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie
quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie...
Oh quanto eravamo poetici, ma senza pudore e paura
e i vecchi "imberiaghi" sembravano la letteratura...
Oh quanto eravam tutti artistici, ma senza pudore o vergogna
cullati fra i portici cosce di mamma Bologna...
Bologna è una donna emiliana di zigomo forte,
Bologna capace d' amore, capace di morte,
che sa quel che conta e che vale, che sa dov' è il sugo del sale,
che calcola il giusto la vita e che sa stare in piedi per quanto colpita...
Bologna è una ricca signora che fu contadina:
benessere, ville, gioielli... e salami in vetrina,
che sa che l' odor di miseria da mandare giù è cosa seria
e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso, perchè sa la paura.
Lo sprechi il tuo odor di benessere però con lo strano binomio
dei morti per sogni davanti al tuo Santo Petronio
e i tuoi bolognesi, se esistono, ci sono od ormai si son persi
confusi e legati a migliaia di mondi diversi?
Oh quante parole ti cantano, cullando i cliché della gente,
cantando canzoni che è come cantare di niente...
Bologna è una strana signora, volgare matrona,
Bologna bambina per bene, Bologna "busona",
Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto,
rimorso per quel che m' hai dato, che è quasi ricordo, e in odor di passato...
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