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sabato 6 febbraio 2010

Chiave di Rilettura

Stamattina quando mi sono alzata (se le 12.23 si possono considerare mattina) mi sono detta che c'era bisogno di ricaricare le batterie, di trovare un punto d'inizio e intraprendere un percorso. Che c'era da ricominciare lo sapevo. Ritorno a casa e non sapevo né se ce l'avrei fatta né se ci sarei rimasta, poi per grazia o per favore ho trovato lavoro. Ho iniziato ed eccomi qui. Se i piani contemplavano spostamenti ovunque adesso, il mio unico piano è trovare casa. Non è che sono al settimo cielo, anche se è stupido perchè adesso c'è "crisi" e a trovare lavoro devi baciarti i gomiti, però non lo so. IO sono tornata e mi sono trovata apatica con una vita che mi viveva addosso. Alcuni giorni sono positiva altri no è normale. Mi sento una pecora nera o una mosca bianca, perchè ogni giorno mi confronto con un mondo a cui mi sento di non appartenere appieno.
Perdo il filo, lo ricerco eccomi qui, riparto. Prendo in mano Cassandra e lo rileggo l'ennesima volta, pagine sottolineate in diversi colori a testimonianza di tutte le volte che ho riletto quel libro. Non so, mi sento strana. Sempre alla ricerca di un filo e di una ripartenza. 

domenica 13 gennaio 2008

Contando pecorelle...

Questa mattina non riuscivo ad alzarmi e ora, in risposta al mio poltrire, sono sveglia come un grillo. Manco di ispirazione letteraria, per cui ho un libro iniziato sul comodino da tempo e non riesco a farlo mio. Non riesco a leggerlo. Eppure lei, Chirsta Wolf, la adoro. Credo di avere letto la maggior parte di ciò che ha scritto, ma niente... Forse è il momento per altro. Spulcio nella mia mini libreira irlandese, cercando qualcosa di meglio. NOn c'è niente che mi illumini. Compaiono nell'ordine: un libro sul confillto nord-irlandese dagli albori alla recente Belfast. Qualche libro in inglese, I viaggi di Gulliver, il ritratto di Dorian Gray, Aspettando Godot, Tibor Fischer e il primo Harry POtter. Poi passiamo alla letteratura tedesca (in italiano ovviamente) con Boll e due libri di Gunter Grass. Due numeri di Limes, una lettura sulle elezioni palestinesi. La ensenanzas de Don Juan, El invierno en Lisboa, Sostiene Pereira, Memorie dal Sottosuolo, Medea di Ljudmila Ulickaja (rubato alla libreria di Guccia). Poi Sepulveda, Coelho un libro sulla recente rivoluzione a Oaxaca, Madame Bovary e un libro regalatomi da un mio amico per natale/compleanno dal contenuto non chiarissimo..NIente. Il vuoto.
Conterò le pecore per dormire.
Aggiungo solo che sono stata al cinema a vedere un film da vedere. Non splendido (solo perchè nel finale ci sono un po' di cose che potevano essere più curate), ma decisamente da vedere The Kite Runner (Il cacciatore di aquiloni)...Non ho letto il libro e non lo leggerò perechè ormai ho visto il film, quindi non so dire quanto rispecchi la storia. E' un bel film una storia toccante. Io contesto un finale in cui mi sembra tutto un po' troppo facile dato il contesto. Ma ha una prima parte molto bella...Soprattutto belle immagini.
Ok ora inizio a contare le pecore...

martedì 13 marzo 2007

Ich tanze mit dir in den Himmel hinein

Dopo il grande dilemma post-Cassandra ho avuto qualche giorno di riflessione, in cui mi sono data alla lettura di recupero dei fumetti arretrati, così da sciaquarmi la bocca dal piacevole sapore dell'ultimo libro. Non sono riuscita a variare molto sul tema. Infatti ho iniziato un altro libro della stessa autrice, che si chiama Riflessioni su Christa T.. La protagonista è sempre una donna (Christa Wolf scrive spesso solo di donne) o meglio una ragazza. Ovviamente sono ancora in alto mare. Ma questo libro è stato scritto nel 1969 in pieno regime comunista nella vecchia RDT. Visto che la visita a Berlino lo scorso autunno ha acceso in me una grande passione per il periodo Guerra Fredda, ora tutto quello che mi rimanda lì, lo assaporo con molto gusto. Ammetto che il gusto e sapore e passione e curiosità e quant'altro vi viene in mente in merito all'argomento è stato fortemente alimentato da un esame di Relazioni Internazionali da me preparato l'estate del 2005..Esame che ha spremuto le mie capacità di applicarmi allo studio, fino all'ultima goccia. La cosa rimmarrà contenuta fino a quando non mi metterò a studiare il tedesco o, peggio ancora (e comunque più coraggioso) il russo! Ovviamente se sapessi 3 parole di tedesco non sarei mai tornata da Berlino..Magari vivrei come squotter in qualche centro sociale berlinese (che ce ne sono un miliardo), ma almeno non pianterei madonne in Irlanda dove tra un po' pagherò anche l'aria che respiro e, soprattutto, dove tanto non imparerò mai l'inglese!


Quando si trattò veramente di scappare, portando con sè un minimo di bagaglio, lei si è sempre tenuta vicino un libriccino rilegato in seta azzurra a fiorellini e sulla copertina, scritto con una scarabocchiata calligrafia infantile: VORREI TANTO FAR POESIE E ANCHE SCRIVER FANTASIE.




domenica 11 marzo 2007

Da un libro all'altro

Lei era l'altra. Lei era come io non potevo essere. Aveva tutto quello che mancava a me. E' vero che mi chiamavano "bella", lo so, perfino "la più bella", ma intanto restavano seri. Quando passava lei, sorridevano tutti, il primo sacerdote e l'ultimo schiavo come la più stupida sguattera. Cerco una parola per il suo manifestarsi, non riesco a fare diversamente, la mia fiducia in una locuzione felice, in parole dunque, che possono fissare, anzi a volte perfino suscitare ogni manifestazione, ogni accadimento, mi sopravvive. Ma con lei fallisco. Era composta da elementi diversi, da grazia, soavità e fermezza, addirittura durezza, nella sua natura c'era una contraddizione che risultava irritante, ma anche seducente, che si sarebbe voluto ghermire, custodire o estirpare, anche a costo di annientare lei. Aveva molti amici, con cui non manteneva le distanze, di strati sociali che a quel tempo non frequentavo affatto, e cantava con loro, canzoni che faceva lei stessa. Era buona e aveva nello stesso tempo uno sguardo cattivo con cui leggeva dentro di me, ma non dentro di sè.
CASSANDRA - C.Wolf

Non mi piace quando finisci un libro che ti piace, perchè quando ne inizi un altro non ne assapori il gusto. E' come mangiare piccante, quel che viene dopo ha meno sapore