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domenica 8 novembre 2009

L'importanza di mettersi d'accordo (con sè stessi più che altro)

Sono qui e vorrei essere là, sono là e vorrei essere qui. Sono così brava a essere dove non sono che credo che anni di studio non darebbero lo stesso risultato. Mi fermo e guardo. Mi sento un animale raro, mi guardo intorno e mi chiedo dove cavolo è finita la mia dimensione. L'ho vissuta e non capita, cambiata non volendo, voluta e non trovata... Non è che mi aspetto di capire tutto in due minuti, ma perchè diavolo il mio corpo, il mio cuore e il mio cervello non riescono a coordinarsi e a trovarsi tutti insieme nello stesso posto e allo stesso momento?
Non sono convinta niente. Niente, niente. Dagli errori si impara o diabolicamente si persevera? Dovrei sdoppiarmi in quattro, perchè sono talmente presuntuosa che penso di essere capace di vivere due vite parallele e due mondi paralleli essendo io una sola. Ecco, ho manie di grandezze. Tutto lì. Sono migliorata dal cambiare idea e umore ogni quarto d'ora, ora capita solo due, tre volte al giorno. Mica brava io ad ascoltarmi in silenzio. Ingarbuglio tutto. E adesso ancora sono qua e vorrei essere lì, sono lì e vorrei essere qua. Ma ora mi concentro, mi sincronizzo e, prima o poi, tutto in una volta, sparirà l'ansia e saremo io, il mio cuore, il mio corpo e il mio cervello tutti insieme in pace e d'accordo. Per ora no. Disturbi ossessivi compulsivi e una serie di psicosi tutte insieme, che fanno dell'aereporto il posto dove passo più tempo al mondo..almeno vorrei provare a cambiare mezzo di trasporto. Bene ci dormo su che oggi è stato fin troppo lungo, deve finire. Poi domani è un altro giorno e magari mi inventerò una nuova destinazione sconosciuta.

sabato 16 agosto 2008

Revolution #2

Sulla scia della latitanza provo a esprimere in parole un periodo di inutili contrattempi che hanno reso vano ogni mio tentativo di mantenermi in contatto con il mondo che vorrei e, soprattutto con le persone che vorrei.
Dall'inizio di luglio ad oggi sono cambiate tante cose e assolutamente nulla. Mi sembra di dovere ricominciare. Trovo casa, mi sento sollevata per lo spazio tutto mio e solo mio. Passano giorni di grandi spostamenti che mi vedono termirare, sfinita e in un mare di lacrime, nel salotto di Mariana e Alejandro a mangiare insalata, senza avere avuto nemmeno il tempo di comprare il caffè.
Cerco di gestire gli spazi di una casa piccolina, ma che è me sembra immensa. Perchè tutto deve andare bene quando c'è sempre qualcosa che può andare storto?
Dublino assaltata da una pioggia torrenziale e il tetto di casa mia che fa acqua da tutte le parti. Mi ritrovo tappezzando la cucina di pentole e pentolini cercando di pensare che non può piovere per sempre. Padrone di casa inaffidabile e sfuggente che mi dice che il tetto ha una piccola perdita. Bene, penso io, nemmeno in Iralnda non piovesse mai...
La sistemano, così dice. Tempo due giorni e il diluvio universale si abbatte su Dublino e su casa mia. La pioggia non molla, il tetto sì. TRiste e sconsolata prendo 4 cose e mi trasferisco da Fede, dove abusivamente e sommersa da borse e borsine, tutt'ora risiedo. Ieri ho vuotato tutta la casa nella quale non vivevo più da ormai 10 gg. I miliardi di cose che ho sono così, impacchettate alla rinfusa a casa di chiunque. Non so più chi ha che cosa. Oggi andrà da Nuria che sta in Brasile, ma la sua coinquilina-padrona di casa, mi offre alloggio a settimane finchè non riprendo possesso di un luogo tutto mio.
Cose qua e là e non so più dove metterle. La macchina pure mi ha giocato brutti scherzi. Una perdita da non si sa dove che quasi mi lascia a piedi. Il meccanico l'ha sistemata, dice, ma ieri si è surriscaldata tantissimo e mi sono dovuta fermare per riempirla d'acqua.
In tutto questo delirio oggi diluvia ho la macchina piena, dveo portare via le cose da casa di Fede e trovare un altro spazio dove ripartire il resto.
Sabato vado in vacanza in sardegna una settimana. Tempistica imperfetta. Ora una casa l'ho trovata e non sarà più sola, una francese e una polacca dal primo di settembre. Restano 7 giorni in cui distribuiò cose cercando di mettere insieme quelle che mi serviranno per il vaggio. POi il ritorno e un trasloco in previsione in Notturna, perchè poi arrivano i miei genitori e io ancora senza tempo...
Al lavoro sotto pressione e il clima è veramente avvilente.
Sabato scorso la città inondata di pioggia completamente paralizzata.
Gli irlandesi sono il popolo più disorganizzato che io abbia mai visto sulla faccia della terra. Inaffidabili e inconcludenti nella maggior parte dei casi in tutto questo delirio si sono dimostrati veramente poco utili per non dire inutili.
Poi tra qui e lì incontro persone speciali, che non sconvolgono equilibri, ma anche solo per poche ore regalano grandi sorrisi. Ed è a loro, soprattutto a loro che devo tanto per non dire tutto. Se martedì non h preso un aereo e non ho mollato tutto è stato davvero perchè ci sono loro. Pochi ma buoni. Che mi regalano fiducia e speranza che le cose migliorino e che non possa davvero piovere per sempre. Anche se chi lo ha detto dovrebbe stare un po' in Irlanda. A Marco, Anna, Fede, Georgi, Ruben, Ilaria, Viviana e Nuria il grazie speciale di essere come sono...
Nomi che si intrecciano in storie che fino ad ora non ho avuto tempo di spiegare. MI si prospetta una lunga settimana...
Speriamo di saltarci fuori, un grazi soprattutto all'argentina e agli argentini. E a Pablo e al bellissimo messaggio che mi ha regalato al risveglio.
Continua...

giovedì 24 aprile 2008

Comunicazione

in merito alle foto sul Northern Ireland & Belfast ho aggiornato picasa c'e' il link sulla sinistra del blog dove appaiono le slide. Ho piu' foto fatte un po' piu' di un anno fa in un altro viaggio da quelle parti. Il link e' questo. Per il viaggio mi serve piu' tempo, questo fine settimana mi do al tango in un paesello sperduto di county Wexford e come ho tempo scrivo aggiorno e rifletto. Sono esausta no mi fermo mai. Anche il we successivo me ne andro' probabilmente. Molte promesse non mantenute per ora nella mia vita. non ne vado orgogliosa.. ma posso ancora rimediare.

lunedì 21 aprile 2008

Where is the sun?

Stamattina mi e' arrivata la mail di un'amica che mi commentava le ipotesi di nuovo governo in Italia. Srovolo su quanto mi dia la nausea la prospettiva. Guardo fuori e vedo il cielo grigio e penso che il prossimo paese in cui vivro' sara' dove c'e' il sole tutto l'anno e una berve stagione di piogge, durante la quale andrei in vacanza. Penso che con le prospettive che ho davanti di non essere in Italia ora, sono felice. Qua e la' o altrove, le cose funzionano. Problemi, intoppi, ci sono ovunque, ma il grande circo e' "cosa nostra"...
Ho poco tempo oggi e in questi giorni ne ho avuto ancora meno. Qualcosa da raccontare ce l'avrei, viaggi e visite per esempio. Lo faccio appena ho tempo e spero di trovarlo. Sono assonnata. Mi strofino gli occhi, fatico persino a sbadigliare. Guardo fuori e con questo cielo grigio vorrei essere solo a letto.
Con una lunga lista di cose da fare per oggi, spero solo che il tempo voli. Poi torno e racconto il mio viaggio in Nord Irlanda.

mercoledì 26 marzo 2008

Sick

Bella lì. Una settimana di nuovo lavoro e io a casa malata. Ce l'ho messa tutta. Ieri sono andata al lavoro febbricitante, sforzandomi di tenere alto il livello di concentrazione per memorizzare quello che mi stanno insegnando, mi sono imbottita di farmaci, asprine, tachipirine, sciroppi, pastiglie per la gola, vitamine, infusi, ma niente. All fine ho ceduto all'influenza, ieri sera ero in preda al panico senza nessuno che abbia avuto la decenza di accorrere in mio soccorso. Già perchè qui funziona così. Hai bisogno? ovviamente rispondo di no, sempre. Ma se una volta hai bisogno davvero, chi non è più tanto sicuro del tuo no come risposta, non alza nemmeno la cornetta. Questo mi ha fatto pensare. Io ho la pessima abitudine di non tagliare i rami secchi. In amore, amicizia, lavoro e qualsiasi altra forma di relazione io mi ritrovo a servire su un piatto d'argento una ragione per permettere agli altri di farmi incazzare. Non ha molto a che vedere con la febbre, ma intanto che imprecavo, perchè mi si è rotto pure il termometro, ho pensato che gli amici si vedono nel momento del bisogno e qui, nel momento del bisogno ne ho visti pochi e, purtroppo una se ne va' la prossima settimana.
Così riflettevo, su quanto per telefonare, se non funziona skype, ti venga fatto notare che costa stare al telefono. Bella roba. E come mi ha detto Alessandro quando è stato qui, cambia giro.
Sono molto arrabbiata e ci sono rimasta molto male e quindi ...que te den por ahi!
Comunque tornando alla mia malattia stamattina in un gesto eroico sono andata al lavoro, ma non riuscendo a stare più di 30 secondi senza tossicchiare come una tisica, la mia team leader/manager/supervisor, mi ha detto che potevo andare a casa onde evitare infettare i baldi giovani che mi stanno facedo il training. MI spiace molto, sono mortificata. SE fosse stato venerdì avrei tenuto duro, ma mancano ancor atre gg al we e, nonstante la buona volontà, non ce la potevo fare.
MOrale della favola, sono andata dal medico, che mi ha dato tre giorni e degli antibiotici da prendere. Si è raccomandato di non uscire e di non prendere freddo e mi ha detto che in questo periodo c'è pieno di malanni.
DOmani chiamerò e comunicherò la cosa, pare brutto? se ce la faccio mi sforzo almeno venerdì di andare, perchè proprio tranquillina a casa non ci riesco a stare..
Tele piccì dipendenza e troppa solitudine. Ieri ho pensato che era molto brutto essere a casa malati senza nessuno che ti prepara almeno una minestrina. I miei coinquilini sono gentili e disponibili, ma non è la stessa cosa. Per la centesima volta negli ultimi mesi mi trovo afflitta da dubbi amletici se sia il caso o meno di levare le tende. Manco avessi trovato il lavoro dei mei sogni o l'uomo della mia vita. Poi mi ripiglio e penso che ci sono ante belle cose anche qui. Sicuramente qualche inputs esterno in più e qualche psiconano in meno. Tiro fuori la bilancia e inizio a metterci su le cose per vedere da che parte pende il piatto e ho paura del risultato. O forse è solo la febbre. Domani passa.

lunedì 24 marzo 2008

Buona Pasquetta

Con ritardo e ritardata il mio augurio di Buona Pasqua giunge sul blog. Più che Pasqua è buona Pasquetta, e io, malata. Malata di brutto. La scorsa settimana, martedì per l'esattezza, ho iniziato il nuovo lavoro, quindi pare brutto che domani chiami malata, ma di fatto ho la febbre, la mia gola sta a pezzi e ho le ossa di una novantenne con l'artrosi. Bella roba. Io vado tento e se proprio rantolerò al suolo andrò a casa.
Per quanto riguarda il lavoro, sono contornata da un elevato numero di francesi, una gran scarsità di italiani e spagnoli e, il mio mentore è uno svizzero tedesco che mi fa sentire incredibilmente a disagio. Ecco in realtà se fosse fuori a bere una bira sarebbe decisamente uno a cui avrei anche qualcosa da raccontare. Ma lui è lì nel suo mondo tranquillo beato e pacifico e quando mi parla, dall'alto della sua conoscienza, io mi siedo sulla punta della sedia prendo appunti alla velocità del suono e sono super-tesa. Oh mamma!
NOnostante la sensazione di stare in un collegio svizzero il lavoro è decisamnete più interessante del precedente. Ad ogni domanda le persone hanno pure una risposta.
Mi pare chiaro che mi dovrò ampiamente dare da fare.
Per quanto riguarda altri elementi di rilievo, giovedì notte alle 2.45 am è scattato l'allarme antincedio in questo palazzo. Così noi, vestiti al volo e stravolti (chi non lo è alle 2.45 di un giorno qualunque), abbiamo assistito alla sfilata dei pompieri, arrivati con comodo che venivano a verificare che non ci fossero incendi. Sorvolando sul fatto che è stato un atto di vandalismo (e qui sono volati un paio di accvidenti), quello che io mi domando è, ma se ci fosse stato un incedio vero la casa sarebbe andata a fuoco completamente dato il tempo che questo gruppo di aitantio giovani ci ha impiegato ad arrivare. Mah...
Sfilata di soggetti tra i quali mancava Grisù (non so come si scrive), sono arrivati che sembravano reduci dal viaggio della speranza. Uno aveva un martello che sembra una clava, avevavo la stessa reattività che avevo io e ci hanno impiegato mezz'ora solo a disinnescare l'allarme. Sì insomma speriamo che non ci sia un vero incendio.
A conclusione del lungo we, venerdì sera c'è stato un tentativo di andare fare un viaggio nel sud ovest dell'Irlanda. Dico tentativo, perchè tutto quello che poteva andare storto è andato storto. E come ciliegina sulla torta la mia influenza, che ha creato non pochi problemi, essendo io l'unica autorizzata alla guida della macchina a noleggio...Siamo tornate disctrutte ieri sera. Con un terzo del viaggio completato..NOnostante tutte belle immagini che si possono ammirare nei due album alla sx del blog..MI sono emancipata e ho adottato Picasa. Mi riprometto di tornare al più presto a completare il giro.

mercoledì 20 febbraio 2008

Back to Dublin (vol.2)

Domani avrei avuto un colloquio. Lo avrei avuto per il ruolo di PACT Operator, che onestamente non so neanche cosa vuol dire. O meglio in cosa consiste. La ditta non era male e, forse, anche lo stipendio. Ma mi sono riletta un certo numero di volte quel che dovevo fare...Molti dubbi. Ho pensato che non aveva senso frustrarsi per preparare un colloquio per un lavoro che forse non mi interessava. MI spiego meglio. Non ho trovato, in Irlanda, un lavoro che mi interessa, ne' quel che faccio ne' tra quelli che potrei fare. Io sono probabilmente noiosa e, come mi dice sempre Federica, mi accontento facilmente. Ma anche no. Ma non e' questo il punto. Il punto e' che avrei perso due ore a fare una roba complicata in cui loro non avrebbero scelto me e io non avrei scelto loro.
Domani e venerdi' sono in ferie. Sta arrivando Alessandro e allora perche' frustrare la sua permanenza irlandese con i miei inquietanti colloqui?
Ne ho un altro venerdi'. Questo sembra meglio, o per lo meno e' alla mia portata...Poi insomma e' un corso di sopravvivenza. Cambiare lavoro solo per sopravvivere piu' a lungo qui. Ma perche'?
Ecco questa e' la domanda a cui sto cercando di dare risposta...Che senso ha sopravvivere qui? Quale ostinazione?
Mah..
Quando avro' la risposta avro' superato il problema. Comunque dal mio week end in Italia sono maturate altre nuove possibilita'. Cerchero' di ammazzare la pigrizia e attivarmi.
Per il resto sono bionda (prima o poi pubblico una foto). Ho pubblicato le foto di Londra qui..Sono una marea, ma se uno e' curioso..Ne ho appiccicata una anche in fondo a questa pagina e un paio ve le metto pure qui. Bella Londra.

martedì 12 febbraio 2008

Back to Dublin (che culo)!!

Fine settimana a Londra. Tornare a Dublino e' stato come tornare in uno squallido quartiere di periferia. La cosa piu' bella di Londra e' l'inglese. Arrivo in ostello.
Reception. Conversazione tra me e il receptionista.

R: Hi! Check in? (Sgamata al volo la pronuncia ispanica con la H pronunciata come la loro J suono decisamente meno soave della H inglese)
C: Hi, yes thanks

MI da un form da riempire e io lo compilo e lo restituisco.

R: Asi que eres Italiana? (cosi' sei italiana)
C: Si, tu espanol supongo (ma perche' uno spagnolo ad un italiano parla sempre in spagnolo?)

Salgo trovo un altro receptionista con marcatissimo accento spagnolo, ma probabilmente sudamericano..Faccio finta di niente la sera torno e mi fermo in reception a chiedere una coperta...
Parto con un inglese italianissimo e dopo il primo Hello il tipo mi guarda e mi risponde:

R: Aspeta che vuoi? (ho omesso una T apposta)
C: Ah parli italiano con accento spagnolo...forse sudamericano
R:Soy de Venezuela pero mio papa' e' friulano...
C: Bene voglio una coperta..Una manta...
R:Si espera...

Aspetto lui torna con la coperta mi dice qualcosa vado nella Luggage Room e il ragzzo (messicano) mi da la mia borsa...
Vado in camera e mi trovo a dividere la stanza con una ragazza francese e due australiane...Dai che almeno mi multiculturalizzo (penso).

Il giorno dopo vado al mercato do Camden (prima che esplodesse l'incendio, grazie a dio)...mi fermo 20 minuti a parlare con una tipa che vendeva cose bellissime e lei tanto per cambiare mi chiede se sono spagnola..MI veniva da piangere e ho pensato (I wish)...
Cambio di bancarella, la tipa era spagnola aveva vissuto in italia e palle varie.. Ho pensato (va' beh ci rinuncio)..
La sera giravo per Soho che stavano preparando il capodanno cinese (che era domenica) e ho pensato che non c'erano speranze probabilmente avrei trovato un cinese con accento madrileno che mi diceva che era nato a Pechino ma era cresciuto a Vallecas (noto quartiere popolare nella perifaria madrilena)..
Che devo fare?
Ho pensato che andro' a fare un corso di spagnolo a Salamanca. Patria dei corsi per stranieri, cosi' finalmente riusciro' ad usare le mie misere nozioni di lingua inglese...Hasta la Victoria siempre (che cosa centra?)!!!

giovedì 22 novembre 2007

Da Dublino

In preda a pigrizia cosmica e riassorbita dal meraviglioso mondo del lavoro, mi sto ritagliando spazio per sopravvivere al gelo d'Irlanda. Non faccio nemmeno troppa fatica. Semplicemente chi se ne frega. Mi sembra di stare con la testa anni luce da qui. In casa ho ancora una gran confusione. Non sono riuscita a sistemare tutto, poi un sacco di cose le devo riportare in Italia. Qui semplicemnte non ci entrano.
Dopo avere avuto tanto tempo da dedicare alla lettura in viaggio, mi ritrovo ad addormentarmi alla terza pagina di qualsiasi cosa mi capiti tra le mani.
Il jet-lag (o leg o come cavolo so scrive) ancora si fa sentire. Orari tutti sballati.
sara' che dopo avere visto tutti quei posti e quelle persone che l'Irlanda mi sembra cosi' vuota di passioni. Cosi' fredda e statica. Il Messico, Paese solare e in fermento.
Per non dimenticare troppo in fretta mi riguardo le foto. Sto cercando di leggere un libro che ho comprato a San Cristobal de las casas che affronta il difficile argomento della rivolata che c'e' stata lo scorso anno a Oaxaca. Rivolta contro un sistema corrotto, una truffa elettorale. Una rivolta chiamata Intifada. Nata tra le aule scolastiche e universitarie. Sommosse, repressioni, arresti torture. Qualcosa che va' piu' in la' della causa zapatista. Qualcosa che va' piu' in la' degli Ejidos.
Qualcosa che ho sentito piu' vicino. Un fermento e una partecipaizone popolare culminata nella visione di un film a Citta' del Messico, che si intitola Fraude. Ho solo pensato che avrei voluto essere messicana per un po'. Per sentirmi parte di una reale partecipazione e passione verso il proprio paese. Sara' che le pagine di Repubblica e del Corriere della sera mi mettono una gran tristezza e mi danno l'impressione di fare parte di un popolo molto piu' immobile.
Non lo so, sara' un momento diverso, un semplice ciclo della vita. Ma certe cose mi fanno un po' impressione.

P.S. Ho pubblicato le foto qui sono divise in album (10) divisi per posti. Impossibile scegliere le foto. Davvero troppe. Se qualcuno ha tempo e voglia. Li' sono.

lunedì 22 ottobre 2007

De Viaje Otra vez

Bene direi che ci siamo. Non manca molto. Domani sera alle 18.35 partiro' da Dublino, destinazione Madrid, dove alle 01.50 partiro' alla volta ci Citta' del Messico. Arrivo previsto o6.35 ora locale. L'unica cosa certa e' che alloggeremo la prima notte al Hostal Moneda. Quello che so con certezza e' che sara' una discesa verso lo Yucatan, attraverso spiagge e siti Maya. Non so esattamente quali saranno tutte le tappe. Ci muoveremo per lo piu' in autobus. Passeremo da San Cristobal de las casas, probabilmente sulla via del ritorno. Non ho ancora fatto niente. Lo zaino nemmeno l'ho tirato fuori dal ripostiglio. Domani lavor da casa...Avro' tempo.
Comincio ad essere nervosa. Passaporto pronto, biglietto eletttronico stampato, medicine, macchina fotografica, creme solari e tutte quelle cose che io a preparare ci impiego una vita, sono almeno state comprate. La Memory Card che ho preso e' da 2Gb per un totale di circa 1200 foto..dire che ne ho a sufficienza.

Un'altra volta in viaggio. Un viaggio oltreoceano. Un mondo nuovo, sulle tracce di Zapata e Pancho Villa...E allora Tierra Y Libertad.

Cerchero' di tenere un diario di viaggio!
Hasta Pronto



domenica 7 ottobre 2007

Attesa

Ringraziando la ryanair mi devo bere 45 minuti di ritardo nell'aeroporto di Forlì, che è, per la cronaca, uno dei più tristi della storia..Dotatodi wi-fi a pagamento. Io una roba del genere onestamente non l'ho mai vista. Il Wi-Fi a pagamento? W l'Italia. Unico paese in cui questa cosa è possibile credo.... Pazienza. Io sacrifico lo spuntino di mezza mattina e mi pago mess'ora di internet.
Devo ricordarmelo ogni volta che compro un biglietto aereo che non devo prendere biglietti per la mattina. Va' a finre che sono due settimane che non dormo e poi quando devo partire la mattina non dormo la notte perchè ho paura di non svegliarmi.
Come al solito, quando torno a casa, non riesco a fare nemmeno la metà delle cose che vorrei. Sono diventata bravissima ad ottimizzare i tempi, ma zero. Gli incastri magici hanno i loro limiti ( e le ore del giorno restano 24)...
Come al solito sono stravolta di emozioni e me ne ritorno in terra irlandese con una metà tra ansia di voler restare in Italia e insofferenza a molte cose in Italia..
Dai torno il prossimo fine settimana a completare il giro di visite e rincontri. Qualcuno che promette di venire e non si sa se lo farà e qualcuno che dopo tanto tempo si è rifatto vedere.
Mio padre alla fine è stato dimesso dall'ospedale, triste e sconsolato, ma neanche messo male. Per il Messico è pure contento. Ci è stato anche lui. Quindi è ufficiale, si parte il 23 ottobre e si ritorna il 18 novembre. Ho comprato la Lonely Planet...Ha la dimensioni di GUerra e Pace.
OK vado al Bar, qui internet costa davvero troppo.

giovedì 21 giugno 2007

Argentina te quiero..

La Patria

Questa terra sugli occhi,
questo panno appiccicoso, nero di stelle impassibili,
questa notte continua, questa distanza.
Ti amo, paese buttato a mare, pesce a pancia in su,
povera ombra di paese, pieno di venti,
di monumenti e gigionate,
di orgoglio senza oggetto, soggetto ad assalti,
preso a sputi ubriaco inoffensivo che impreca e sventola bandierine,
distribuisce coccarde sotto la pioggia, e schizza
di baba e stupore campi di calcio e ring.




Giusto perche' ultimamente mi e' nata la passione per il tango. Che poi non e' vero che mi e' nata ultimamente perche' amo l'Argentina e quel che ne consegue da tempo immemorabile. Diciamo che da poco mi sono data al tango.

E' nel passato, nei cortili all'ora del mate, nelle sere d'estate, nelle radio a gakena o con le prima valvole, che lui e'nella sua verita' quando canat i tanghi che lo riassumono e lo fissano nei ricordi.

Julio Cortazar - Il giro del giorno in ottanta mondi